USCIRE DALLE STANZE DI TERAPIA
Uscire dalle stanze di terapia – per una cultura della cura in dialogo, sostenibile e diffusa.
Collaborazioni professionali per promuovere il benessere psicologico nei diversi contesti di vita.
Allo Studio Talea crediamo nella forza del lavoro integrato e nella possibilità di portare le
competenze psicologiche oltre i confini dello studio.
Per questo sviluppiamo e realizziamo progetti multidisciplinari in collaborazione con altri professionisti
– educatori, insegnanti, professionisti sanitari, avvocati, pedagogisti – con l’obiettivo di promuovere il
benessere psicologico in contesti diversi, come scuole, università, comuni, associazioni e
cooperative.
USCIRE DALLE
STANZE DI
TERAPIA
Uscire dalle stanze di terapia – per una cultura della cura in dialogo, sostenibile e diffusa.
Collaborazioni professionali per promuovere il benessere psicologico nei diversi contesti di vita.
Allo Studio Talea crediamo nella forza del lavoro integrato e nella possibilità di portare le
competenze psicologiche oltre i confini dello studio.
Per questo sviluppiamo e realizziamo progetti multidisciplinari in collaborazione con altri professionisti
– educatori, insegnanti, professionisti sanitari, avvocati, pedagogisti – con l’obiettivo di promuovere il
benessere psicologico in contesti diversi, come scuole, università, comuni, associazioni e
cooperative.
progetti in corso
progetti in corso
FAME DI VITA
(studi professionali, associazioni, ecc)
Conoscere, comprendere e trasformare il rapporto con il cibo, tra fame ed emozioni
Gruppi terapeutici con psicologa e nutrizionista.
Il gruppo è uno spazio protetto in cui si crea un clima di dialogo e condivisione, nel
quale ciò che l’altro “porta” diventa facilmente proprio. Nel gruppo posso sentirmi
appartenere, superare i pregiudizi sociali, non sentirmi solo/a, donare le mie
esperienze e apprendere dalle esperienze altrui, costruire nuovi legami, sperimentare
uno spazio sereno e sicuro.
Cosa proponiamo?
Un percorso di cura in piccoli gruppi focalizzandoci sul rapporto personale che
ognuno ha con il cibo e le emozioni ad esso collegate.
Gli incontri prevedono la condivisione di cibo e di parole. Ad ogni incontro sarà
presente una psicologa e una nutrizionista che proporranno attività come: arteterapia,
spesa insieme, educazione alimentare e molto altro.
A chi ci rivolgiamo?
A tutti coloro che sentono di avere fame: di cibo ma anche di vita, di relazioni sane,
di legami gustosi, di emozioni vivide.
A tutti coloro che non riescono a sentirsene sazi e soddisfatti.
A tutti coloro che si sentono in colpa e si vergognano di volere di più.
FAME DI VITA
(studi professionali, associazioni, ecc)
Conoscere, comprendere e trasformare il rapporto con il cibo, tra fame ed emozioni
Gruppi terapeutici con psicologa e nutrizionista.
Il gruppo è uno spazio protetto in cui si crea un clima di dialogo e condivisione, nel
quale ciò che l’altro “porta” diventa facilmente proprio. Nel gruppo posso sentirmi
appartenere, superare i pregiudizi sociali, non sentirmi solo/a, donare le mie
esperienze e apprendere dalle esperienze altrui, costruire nuovi legami, sperimentare
uno spazio sereno e sicuro.
Cosa proponiamo?
Un percorso di cura in piccoli gruppi focalizzandoci sul rapporto personale che
ognuno ha con il cibo e le emozioni ad esso collegate.
Gli incontri prevedono la condivisione di cibo e di parole. Ad ogni incontro sarà
presente una psicologa e una nutrizionista che proporranno attività come: arteterapia,
spesa insieme, educazione alimentare e molto altro.
A chi ci rivolgiamo?
A tutti coloro che sentono di avere fame: di cibo ma anche di vita, di relazioni sane,
di legami gustosi, di emozioni vivide.
A tutti coloro che non riescono a sentirsene sazi e soddisfatti.
A tutti coloro che si sentono in colpa e si vergognano di volere di più.
PICCOLI MOVIMENTI. OLTRE IL DOLORE
(studi professionali, associazioni, ecc)
Il gruppo di supporto per il dolore persistente.
Capire e ascoltare il linguaggio del corpo che soffre non è sempre facile, soprattutto
quando questa sofferenza si fa sentire con drammatica frequenza.
Fraintendere o ignorare i suoi segnali può alimentare paura ed evitamento, rendendo
il dolore ancora più difficile da affrontare.
Identificarsi con il dolore è un modo per dare senso alla sofferenza, per dargli un
nome che gli altri possono capire, ma comporta il rischio di dimenticarci che
esistiamo al di là di esso.
Cosa succederebbe se imparassimo ad accogliere il dolore senza lasciarci definire da esso?
L’obiettivo di questo gruppo è favorire il miglioramento della qualità della vita delle
persone che convivono con il dolore persistente
Cosa proponiamo?
Un percorso di cura in piccoli gruppi, all’interno del quale esplorare insieme nuove
modalità per gestire il dolore in modo più consapevole e sereno.
Creeremo un ambiente di fiducia, in cui potrai sentirti ascoltato e compreso.
Apprenderai ad ascoltare il tuo corpo e riconoscere i segnali che ti manda.
Affronteremo la paura del movimento, esplorando le capacità del corpo nonostante il dolore.
Ad ogni incontro sarà presente una psicologa e un fisioterapista che proporranno
varie attività, pratiche e creative.
A chi ci rivolgiamo?
A chi convive con il dolore da tempo e sente il bisogno di un supporto in più
Ai familiari e a che vive a stretto contatto con persone che affrontano questa realtà.
PICCOLI MOVIMENTI. OLTRE IL DOLORE
(studi professionali, associazioni, ecc)
Il gruppo di supporto per il dolore persistente.
Capire e ascoltare il linguaggio del corpo che soffre non è sempre facile, soprattutto
quando questa sofferenza si fa sentire con drammatica frequenza.
Fraintendere o ignorare i suoi segnali può alimentare paura ed evitamento, rendendo
il dolore ancora più difficile da affrontare.
Identificarsi con il dolore è un modo per dare senso alla sofferenza, per dargli un
nome che gli altri possono capire, ma comporta il rischio di dimenticarci che
esistiamo al di là di esso.
Cosa succederebbe se imparassimo ad accogliere il dolore senza lasciarci definire da esso?
L’obiettivo di questo gruppo è favorire il miglioramento della qualità della vita delle
persone che convivono con il dolore persistente
Cosa proponiamo?
Un percorso di cura in piccoli gruppi, all’interno del quale esplorare insieme nuove
modalità per gestire il dolore in modo più consapevole e sereno.
Creeremo un ambiente di fiducia, in cui potrai sentirti ascoltato e compreso.
Apprenderai ad ascoltare il tuo corpo e riconoscere i segnali che ti manda.
Affronteremo la paura del movimento, esplorando le capacità del corpo nonostante il dolore.
Ad ogni incontro sarà presente una psicologa e un fisioterapista che proporranno
varie attività, pratiche e creative.
A chi ci rivolgiamo?
A chi convive con il dolore da tempo e sente il bisogno di un supporto in più
Ai familiari e a che vive a stretto contatto con persone che affrontano questa realtà.
IN VIAGGIO CON NETTUNO
(comuni, associazioni, cooperative)
Progetto di prevenzione e sviluppo del benessere psicologico con la valorizzazione
del territorio in cui viviamo attraverso l’attività sportiva della vela.
La barca a vela come un laboratorio esperienziale permette di sviluppare valori
fondamentali come l’integrità, il rispetto delle regole, la fiducia reciproca ed il senso
di appartenenza. Le dinamiche di gruppo si amplificano, si ricrea una società in
miniatura che ripropone le relazioni quotidiane con la massima intensità, portando ad
un consolidamento del Sé.
Cosa proponiamo?
Un laboratorio strutturato in 5 incontri e un’uscita in barca a vela.
Gli incontri si ispirano alla mitologia greca;
i gruppi verranno condotti:
- da un istruttore federale di vela e psicologo che lavora presso la Fraglia Vela di Desenzano
- dall’equipe multidisciplinare di Studio Talea di Desenzano
A chi ci rivolgiamo?
Ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 23 anni
UNO NESSUNO CENTOMILA MODI DI ESSERE GENITORI.
Genitorialità consapevole: tra il filo rosso che ci unisce e le incertezze del crescere insieme (asilo nido)
Uno spazio accogliente fatto di riflessioni, suggerimenti e confronto, dove poter fermarsi, ascoltare, condividere esperienze e sentirsi meno soli nel meraviglioso (e anche faticoso!) viaggio dell’essere genitori.
Un’occasione per fare rete, porre domande, confrontarsi con esperti – psicologa e pedagogista – e altri genitori… e crescere insieme, passo dopo passo, accanto ai propri bambini.
Cosa proponiamo?
Un ciclo di incontri dedicato ai genitori di bambini e bambine del nido, condotti e
guidati da una psicologa e una pedagogista, per affrontare insieme le sfide quotidiane
dell’essere mamma e papà.
A chi ci rivolgiamo?
A tutti i genitori di bambini e bambine dagli 0 ai 3 anni che sentono il bisogno di non
sentirsi soli, di fare domande, di sentirsi accolti ed ascoltati per crescere insieme ai
vostri bambini in questi primi anni di vita.
IN VIAGGIO CON NETTUNO
(comuni, associazioni, cooperative)
Progetto di prevenzione e sviluppo del benessere psicologico con la valorizzazione
del territorio in cui viviamo attraverso l’attività sportiva della vela.
La barca a vela come un laboratorio esperienziale permette di sviluppare valori
fondamentali come l’integrità, il rispetto delle regole, la fiducia reciproca ed il senso
di appartenenza. Le dinamiche di gruppo si amplificano, si ricrea una società in
miniatura che ripropone le relazioni quotidiane con la massima intensità, portando ad
un consolidamento del Sé.
Cosa proponiamo?
Un laboratorio strutturato in 5 incontri e un’uscita in barca a vela.
Gli incontri si ispirano alla mitologia greca;
i gruppi verranno condotti:
- da un istruttore federale di vela e psicologo che lavora presso la Fraglia Vela di Desenzano
- dall’equipe multidisciplinare di Studio Talea di Desenzano
A chi ci rivolgiamo?
Ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 23 anni
UNO NESSUNO CENTOMILA MODI DI ESSERE GENITORI.
Genitorialità consapevole: tra il filo rosso che ci unisce e le incertezze del crescere insieme (asilo nido)
Uno spazio accogliente fatto di riflessioni, suggerimenti e confronto, dove poter fermarsi, ascoltare, condividere esperienze e sentirsi meno soli nel meraviglioso (e anche faticoso!) viaggio dell’essere genitori.
Un’occasione per fare rete, porre domande, confrontarsi con esperti – psicologa e pedagogista – e altri genitori… e crescere insieme, passo dopo passo, accanto ai propri bambini.
Cosa proponiamo?
Un ciclo di incontri dedicato ai genitori di bambini e bambine del nido, condotti e
guidati da una psicologa e una pedagogista, per affrontare insieme le sfide quotidiane
dell’essere mamma e papà.
A chi ci rivolgiamo?
A tutti i genitori di bambini e bambine dagli 0 ai 3 anni che sentono il bisogno di non
sentirsi soli, di fare domande, di sentirsi accolti ed ascoltati per crescere insieme ai
vostri bambini in questi primi anni di vita.
DIVENTARE INSIEME
(scuole)
Da essere classe, ad essere gruppo, valorizzando, dando spazio alle emozioni degli
alunni (tutte quante), esercitando l’ascolto attivo e la cura delle relazioni.
Il progetto nasce dalla crescente esigenza di supportare i ragazzi e le ragazze nella
comprensione, espressione e gestione delle proprie emozioni. L’iniziativa
sperimentata già da anni con successo, si propone di ricostruire un clima relazionale
sano all’interno della classe attraverso attività creative, espressive e partecipative. Al
centro del percorso vi sono il riconoscimento reciproco, l’ascolto e la valorizzazione
delle differenze, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza al gruppo e
sostenere lo sviluppo emotivo e sociale degli studenti e delle studentesse
Cosa proponiamo?
Proponiamo un percorso articolato in più incontri annuali per ciascuna classe
coinvolta, basato su una metodologia che utilizza l’ascolto attivo, il lavoro artistico simbolico, il movimento corporeo e il dialogo guidato.
Il progetto mira a favorire l’emergere dell’identità sociale del gruppo e a stimolare l’ascolto autentico, la comprensione reciproca, il riconoscimento e l’accoglienza delle emozioni proprie e altrui.
A chi ci rivolgiamo?
studenti e studentesse di scuola secondaria di primo grado, insegnanti e genitori.
DIVENTARE INSIEME
(scuole)
Da essere classe, ad essere gruppo, valorizzando, dando spazio alle emozioni degli
alunni (tutte quante), esercitando l’ascolto attivo e la cura delle relazioni.
Il progetto nasce dalla crescente esigenza di supportare i ragazzi e le ragazze nella
comprensione, espressione e gestione delle proprie emozioni. L’iniziativa
sperimentata già da anni con successo, si propone di ricostruire un clima relazionale
sano all’interno della classe attraverso attività creative, espressive e partecipative. Al
centro del percorso vi sono il riconoscimento reciproco, l’ascolto e la valorizzazione
delle differenze, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza al gruppo e
sostenere lo sviluppo emotivo e sociale degli studenti e delle studentesse
Cosa proponiamo?
Proponiamo un percorso articolato in più incontri annuali per ciascuna classe
coinvolta, basato su una metodologia che utilizza l’ascolto attivo, il lavoro artistico simbolico, il movimento corporeo e il dialogo guidato.
Il progetto mira a favorire l’emergere dell’identità sociale del gruppo e a stimolare l’ascolto autentico, la comprensione reciproca, il riconoscimento e l’accoglienza delle emozioni proprie e altrui.
A chi ci rivolgiamo?
studenti e studentesse di scuola secondaria di primo grado, insegnanti e genitori.
QUESTO CORPO - LA SAGOMA
(associazioni, cooperative, comuni)
Laboratorio espressivo e terapeutico dedicato alle donne, incentrato sul corpo come spazio di memoria, identità e trasformazione.
Nasce dal desiderio di dare voce ai segni, visibili e invisibili, che la vita lascia sui nostri corpi — segni imposti, scelti, accettati, amati o rifiutati.
Attraverso la traccia della propria sagoma su un grande foglio, le partecipanti sono invitate a esplorare le emozioni, le ferite e i vissuti corporei in un ambiente sicuro, creativo e non giudicante.
Il corpo diventa così strumento narrativo, simbolico e liberatorio
Cosa proponiamo?
Proponiamo un percorso laboratoriale artistico-terapeutico che utilizza il disegno della figura umana a grandezza reale come strumento per dare forma e voce ai vissuti traumatici legati al corpo. Attraverso l’utilizzo di colori, parole, simboli e segni, le
partecipanti tracciano la propria esperienza corporea e personale, trasformandola in narrazione e gesto artistico.
Il laboratorio crea uno spazio sicuro dove poter esprimere ciò che spesso resta taciuto, sostenendo un processo di elaborazione, riconnessione e guarigione.
A chi ci rivolgiamo?
Donne di ogni età che portano nel proprio corpo una storia da raccontare, da comprendere o da riconsegnare a sé stesse; persone che hanno vissuto esperienze traumatiche legate al corpo, alla violenza, al giudizio, all’abuso, alla malattia o all’identità; chi desidera esplorare il proprio vissuto corporeo in un contesto rispettoso, accogliente e trasformativo.
QUESTO CORPO - LA SAGOMA
(associazioni, cooperative, comuni)
Laboratorio espressivo e terapeutico dedicato alle donne, incentrato sul corpo come spazio di memoria, identità e trasformazione.
Nasce dal desiderio di dare voce ai segni, visibili e invisibili, che la vita lascia sui nostri corpi — segni imposti, scelti, accettati, amati o rifiutati.
Attraverso la traccia della propria sagoma su un grande foglio, le partecipanti sono invitate a esplorare le emozioni, le ferite e i vissuti corporei in un ambiente sicuro, creativo e non giudicante.
Il corpo diventa così strumento narrativo, simbolico e liberatorio
Cosa proponiamo?
Proponiamo un percorso laboratoriale artistico-terapeutico che utilizza il disegno della figura umana a grandezza reale come strumento per dare forma e voce ai vissuti traumatici legati al corpo. Attraverso l’utilizzo di colori, parole, simboli e segni, le
partecipanti tracciano la propria esperienza corporea e personale, trasformandola in narrazione e gesto artistico.
Il laboratorio crea uno spazio sicuro dove poter esprimere ciò che spesso resta taciuto, sostenendo un processo di elaborazione, riconnessione e guarigione.
A chi ci rivolgiamo?
Donne di ogni età che portano nel proprio corpo una storia da raccontare, da comprendere o da riconsegnare a sé stesse; persone che hanno vissuto esperienze traumatiche legate al corpo, alla violenza, al giudizio, all’abuso, alla malattia o all’identità; chi desidera esplorare il proprio vissuto corporeo in un contesto rispettoso, accogliente e trasformativo.
COSE DA PICCOLI - PROGETTO DI EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE
(scuole)
Questo progetto nasce per accompagnare bambini e preadolescenti in un percorso educativo dedicato alla consapevolezza emotiva, relazionale e corporea, in linea con le linee guida nazionali e con gli Standard dell’OMS per l’Educazione Sessuale in Europa.
In un’età caratterizzata da grandi trasformazioni, il corpo, le emozioni e le relazioni diventano strumenti fondamentali nella costruzione dell’identità.
Per questo, è importante offrire ai ragazzi uno spazio sicuro dove poter riflettere, confrontarsi e crescere in modo consapevole e rispettoso.
Cosa proponiamo?
Un ciclo di incontri in classe, differenziati per fasce d’età, che affrontano in modo semplice e attento temi fondamentali per la crescita personale e relazionale:
- Riconoscere e gestire le emozioni;
- Esplorare la relazione con sé stessi e con gli altri;
- Riflettere sui cambiamenti del corpo e l’identità sessuale;
- Costruire relazioni sane, fondate su rispetto, ascolto e fiducia;
- Esprimere dubbi, curiosità e
vissuti in un clima non giudicante.
Gli incontri si svolgono attraverso metodologie attive e coinvolgenti. Completano il progetto incontri con genitori e insegnanti, pensati per condividere obiettivi, strumenti e feedback.
A chi ci rivolgiamo?
Studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, genitori e insegnanti.
COSE DA PICCOLI - PROGETTO DI EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE
(scuole)
Questo progetto nasce per accompagnare bambini e preadolescenti in un percorso educativo dedicato alla consapevolezza emotiva, relazionale e corporea, in linea con le linee guida nazionali e con gli Standard dell’OMS per l’Educazione Sessuale in Europa.
In un’età caratterizzata da grandi trasformazioni, il corpo, le emozioni e le relazioni diventano strumenti fondamentali nella costruzione dell’identità.
Per questo, è importante offrire ai ragazzi uno spazio sicuro dove poter riflettere, confrontarsi e crescere in modo consapevole e rispettoso.
Cosa proponiamo?
Un ciclo di incontri in classe, differenziati per fasce d’età, che affrontano in modo semplice e attento temi fondamentali per la crescita personale e relazionale:
- Riconoscere e gestire le emozioni;
- Esplorare la relazione con sé stessi e con gli altri;
- Riflettere sui cambiamenti del corpo e l’identità sessuale;
- Costruire relazioni sane, fondate su rispetto, ascolto e fiducia;
- Esprimere dubbi, curiosità e
vissuti in un clima non giudicante.
Gli incontri si svolgono attraverso metodologie attive e coinvolgenti. Completano il progetto incontri con genitori e insegnanti, pensati per condividere obiettivi, strumenti e feedback.
A chi ci rivolgiamo?
Studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, genitori e insegnanti.
RASSEGNA DI SERATE:
“INCONTRI CHE FANNO LA DIFFERENZA”
eventi gratuiti aperti alla cittadinanza organizzati in studio e presso spazi comunali del territorio
RASSEGNA DI SERATE:
“INCONTRI CHE FANNO LA DIFFERENZA”
eventi gratuiti aperti alla cittadinanza organizzati in studio e presso spazi comunali del territorio
A TAVOLA CON LE EMOZIONI
Dialogo tra psicologa e nutrizionista
Mangio per sentire…
Focus sulle differenze tra
fame fisiologica e fame emotiva;
quando diventa patologica.
A TAVOLA CON LE EMOZIONI
Dialogo tra psicologa e nutrizionista
Mangio per sentire…
Focus sulle differenze tra
fame fisiologica e fame emotiva;
quando diventa patologica.
IL DOLORE CHE NON PASSA
Dialogo con psicologa e fisioterapista
Capire e ascoltare il linguaggio del corpo che soffre non è sempre facile, soprattutto quando questa sofferenza si fa sentire con drammatica frequenza.
Fraintendere o ignorare i suoi segnali può alimentare paura ed evitamento, rendendo il dolore ancora più difficile da affrontare.
Identificarsi con il dolore è un modo per dare senso alla sofferenza, per dargli un nome che gli altri possono capire, ma comporta il rischio di dimenticarci che esistiamo al di là di esso.
Cosa succederebbe se imparassimo ad accogliere il dolore senza lasciarci definire da esso?
Proviamo a rispondere dialogando e mettendoci in connessione.
IL DOLORE CHE NON PASSA
Dialogo con psicologa e fisioterapista
Capire e ascoltare il linguaggio del corpo che soffre non è sempre facile, soprattutto quando questa sofferenza si fa sentire con drammatica frequenza.
Fraintendere o ignorare i suoi segnali può alimentare paura ed evitamento, rendendo il dolore ancora più difficile da affrontare.
Identificarsi con il dolore è un modo per dare senso alla sofferenza, per dargli un nome che gli altri possono capire, ma comporta il rischio di dimenticarci che esistiamo al di là di esso.
Cosa succederebbe se imparassimo ad accogliere il dolore senza lasciarci definire da esso?
Proviamo a rispondere dialogando e mettendoci in connessione.